Crisi climatica: si registrano nuovi record e situazioni allarmanti



Crisi o catastrofe climatica?


Il sesto rapporto Ipcc (il Gruppo intergovernativo di esperti sui cambiamenti climatici delle Nazioni Unite) lancia un messaggio chiaro: dobbiamo agire il più in fretta possibile e mantenere gli obiettivi dell'Accordo di Parigi sul clima, che impegna i Paesi a ridurre le emissioni di gas serra al fine di limitare l’aumento della temperatura media globale.

Lo scopo è quello di non superare la soglia dei 2 gradi e di cercare di rimanere il più possibile vicini agli 1,5 gradi.


Lo scarto sembra poco, ma quel mezzo grado di differenza implica una variazione notevole negli effetti climatici, determinando il passaggio da una crisi a una catastrofe climatica.



Nuovi campanelli di allarme per il nostro pianeta


Quattro indicatori chiave del cambiamento climatico – CO2 nell’atmosfera, temperatura media globale, acidificazione degli oceani e innalzamento dei mari – hanno stabilito nuovi record nel 2021.

Nell’ultimo rapporto dell’Organizzazione meteorologica mondiale (Omm), intitolato “Stato del clima mondiale 2021”, emerge come le attività umane stanno causando cambiamenti su scala planetaria sulla terra, negli oceani e nell’atmosfera, con effetti devastanti per gli ecosistemi.


Gli ultimi sette anni si confermano, nel complesso, i più caldi mai registrati. La temperatura media globale nel 2021 era di circa 1,11 (± 0,13) °C al di sopra del livello preindustriale.

La causa di tutto questo? Le concentrazioni di gas di origine antropica hanno segnato un picco a livello mondiale nel 2020, raggiungendo le 413,2 parti per milione (+ 149% rispetto ai livelli pre-industriali!!).


Il calore intrappolato da questi gas ad effetto serra riscalda la Terra sempre di più, causando la progressiva fusione sia delle calotte polari sia dei ghiacciai montani. Tale massa di acqua si riversa quindi nei mari e negli oceani di tutto il mondo, provocando un processo di innalzamento che nel 2021 ha toccato un nuovo record.


Parallelamente, poiché proprio i mari assorbono circa il 23% delle emissioni annuali di CO2 prodotte dall’umanità, si registra un ulteriore grave problema: l’acidificazione delle acque.



La domanda è: cosa dovrà succedere nei prossimi anni?


Ridurre i gas serra è d'obbligo.

Per evitare che la temperatura cresca rapidamente bisogna ridurre le emissioni di un terzo nei prossimi dieci anni.


Come?

Nel lungo periodo conta la CO2, che resta molto in atmosfera e che emettiamo in enormi quantità: per stabilizzare il clima, dovremo arrivare alle "zero emissioni nette" di anidride carbonica nel 2050 (per limitare l'aumento a 1,5 °C, come stabilito dall’Accordo di Parigi).


Siamo ancora in tempo?

Come dicevamo, le emissioni di gas serra hanno raggiunto un livello record nel 2021, recuperando il calo del 2020 dovuto alla pandemia. Tuttavia, secondo gli esperti possiamo ancora farcela.

Sono molte le strategie fattibili, a cominciare dalle nostre città e da una riqualificazione degli ambienti urbani in ottica di sostenibilità.



Agritettura: l’architettura che prende ispirazione dalla natura


Più che immaginare gli edifici tecnologici del futuro, proviamo a guardare al passato, in cui, per millenni, abbiamo costruito opere utilizzando le risorse disponibili, nel rispetto dei tempi di rigenerazione della natura.

La nostra convivenza con gli elementi naturali non deve limitarsi a essere rispettosa, ma va ricreata sulla base di un rapporto più paritario, per salvaguardare il pianeta che ci ospita. Si tratta di una direzione obbligata, che richiede ripensamenti interdisciplinari legati al rapporto fra uomo, scienza, innovazione e ambiente e che riporti l’equilibrio, dopo lo sfruttamento che l’umanità ha preteso sulle risorse naturali.


Per riflettere sulla “ri-evoluzione” delle nostre città, dobbiamo prendere spunto dalla natura come fonte di ispirazione verso la transizione ecologica. Gli ambienti urbani possono diventare ecosistemi virtuosi, in cui tutti gli organismi viventi sono in armonia con l’ambiente fisico nel quale vivono. In quest’ottica, le città invece di essere un problema possono diventare la soluzione, ricostituendo il rapporto tra umanità e natura e aiutandoci a contrastare la crisi climatica.


Con Agritettura studiamo soluzioni di verde urbano al fine di trasformare gli spazi urbani in ambienti sani, vivibili e sostenibili, in linea con i bisogni dell’umanità e del pianeta.

Candida la tua città o il tuo progetto! Scrivici per una consulenza gratuita: info@agritettura.it

19 visualizzazioni0 commenti