La bellezza (non) salverà il mondo




L’edificio ecologico più “instagrammato” del mondo si trova in Italia ed è il Bosco Verticale realizzato dallo studio Stefano Boeri Architetti, considerato come il punto di partenza per un modo innovativo di fare architettura, incentrato sulla volontà di salvaguardare l’uomo e le altre specie viventi. Si tratterebbe di una tipologia di progetti che ruota attorno al desiderio di ridare vita ai sempre più grigi ambienti urbani, per colorarli di varie sfumature di verde e soddisfare il bisogno umano di riacquisire il proprio contatto con la natura, soffocato nel tempo dal rapido e travolgente sviluppo industriale.

Un edificio così diverso e così “speciale”, collocato all’interno di una della città più popolate d’Italia, attira immediatamente l’attenzione di chiunque, architetti e non e, anzi, fa venir voglia di mettere la mano in tasca, prendere il cellulare e inquadrare l’edificio colorato di verde al centro dell’obiettivo fotografico, per catturare tanta bellezza e rivoluzione in uno scatto, da condividere ed elogiare. Esso, per molti, rappresenta la rivincita dell’uomo su se stesso, sulla sua capacità di distruzione del mondo, di devastazione progressiva di ogni minima area verde presente sul Pianeta al fine di soddisfare necessità sempre più esigenti, un’umanità soggiogata dal perenne affanno di sviluppo, evoluzione, espansione.

L’edificio ecologico di Boeri è spesso considerato l’esempio lampante di una generazione umana in colpa per gli errori commessi nel corso del tempo e pronta a chiedere il perdono, a promuovere un tipo di costruzione che non vede più la perdita delle aree verdi e della biodiversità, ma che si fonde con queste ultime, unendo sviluppo e natura.

Ma siamo davvero sicuri di conoscere tutta la verità che si cela dietro a edifici come questo? Prima di celebrare il Bosco Verticale come il grande e innovativo progetto che apporta benefici all’uomo e all’ambiente, abbiamo approfondito ogni informazione relativa, ogni aspetto?

Ad esempio, se solo pensassimo alle enormi spese a cui è soggetto ogni abitante dell’edificio in questione, riusciremmo ad avere la sicurezza di non poter effettivamente parlare di sostenibilità, dal momento in cui questo termine si applica non solo alla questione ambientale ma anche alla capacità di sfruttare risorse in minor quantità. Un edificio progettato su un sistema di vegetazione che necessita non solo di un grande investimento iniziale, ma anche di enormi costi di manutenzione per la potatura, irrigazione e quindi anche elevato consumo della risorsa idrica, non è né socialmente né economicamente sostenibile. Per affrontare la questione in maniera più concreta: il Bosco Verticale ha 110 alloggi, per acquistarli il prezzo varia tra 12.500 e 16.500 euro al metro quadro. Ma l’acquisto è solo l’inizio, poi ci sono le spese condominiali che ammontano a circa 1.500 euro al mese!

Spostando ora l’attenzione dagli aspetti economico-sociali a quelli ambientali e, in particolare, al consumo delle risorse, mentre si prende in mano il cellulare per fotografare la bellezza dei verdi alberi, si riesce ad immaginare l’enorme bisogno di acqua di cui necessita quel tipo di vegetazione? Il recupero delle acqua grigie provenienti dagli scarichi delle torri necessita di operazioni di filtraggio ed eliminazione delle sostanze inquinanti, tra cui i tensioattivi, altamente nocivi per alberi e piante. Anche in questo caso si tratta di sistemi particolarmente costosi e, ancora una volta, non sostenibili.

Tuttavia questa e altre opere di tale genere rappresentano l’inizio di un nuovo modo di intendere gli spazi urbani e così facendo hanno il merito di generare un vero e proprio salto di qualità verso la sensibilizzazione del contesto urbano rispetto all’ambiente: questo è senza dubbio il contributo fondamentale del bosco verticale di Boeri.

Agritettura nasce in tale contesto per spostare l’attenzione verso il verde dall’estetica alla funzionalità, dall’ecologia alla sostenibilità. Sviluppa concept e realizza opere con lo scopo primario di rispondere alle esigenze attuali e future dell’uomo e del Pianeta, iniziando dalla riqualificazione delle città. Agritettura ha l’obiettivo primario di rendere le città più respirabili e vivibili, rispetto a quelle attuali. Il costante aumento della popolazione, l’enorme sfruttamento delle risorse naturali per il sostentamento dell’uomo e il continuo superamento delle soglie massime di agenti inquinanti presenti nell’aria di città, rientrano tra le più imminenti problematiche da gestire e risolvere nel breve tempo. Servono soluzioni progettate per soddisfare allo stesso tempo ognuno di questi aspetti e in tale contesto Agritettura si adopera per mitigare al massimo gli impatti delle edificazioni urbane, rendendole il più possibile sostenibili e produttive grazie all’impiego delle tecnologie idroponiche e delle proprie competenze e know how in ambito Agtech.

Agritettura, grazie all’interconnessione di diverse competenze, focalizza la sua ricerca proprio sull’analisi e individuazione di queste soluzioni e promuove l’unione tra agricoltura e architettura urbana, all’insegna dell’innovazione sostenibile operando attivamente nell’ambito dell’urban farming al fine di innalzare i livelli di qualità, funzionalità e salubrità dei contesti in cui opera.

Il verde di Agritettura sfrutta la superficie verticale degli edifici e prevede un’ampia selezione di varietà vegetali in base al contesto e alle esigenze territoriali: non semplici piante ma veri e propri erogatori di benefici, che vanno dall’autoproduzione di cibo utile a sfamare una popolazione in crescita alla purificazione dell’aria urbana. Non si tratta solo di ridurre CO2 e rilasciare Ossigeno, ma anche di assorbire altri agenti patogeni presenti nell’atmosfera delle aree particolarmente affollate (aeroporti, stazioni etc.), grazie all’utilizzo di licheni e muschi specifici adatti a svolgere tali funzioni. La vision di Agritettura si basa sulla riduzione del consumo di suolo e sulla massima tutela della risorsa idrica.

La soluzione innovativa alle sfide attuali si basa su progetti sostenibili sotto ogni aspetto (economico, ambientale e sociale), in grado di creare sì un’unione tra natura e città, ma di farlo per uno scopo concreto e funzionale, oltre che meramente estetico, quello di soddisfare i bisogni dell’Uomo.

Attraente ed emozionante, il Bosco Verticale è l’edificio più “istagrammabile” del mondo, non il più sostenibile, ma possiamo fare ancora di più.

Non possiamo fermare l’industrializzazione delle nostre città , ma possiamo fare la scelta giusta adottando linee guida e proposte efficaci per interagire responsabilmente con esse e con l’intero Pianeta. Un verde funzionale, sostenibile a 360° ed efficiente, flessibile ad ogni tipo di situazione, contesto e bisogno: Agritettura, la nuova e concreta risposta ai bisogni umani e del Pianeta. #AgritetturaforthePlanet

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