Si possono costruire città che difendono l’uomo?




L’esperienza del Covid-19 dalla quale l’umanità non è ancora del tutto uscita ha dimostrato come l’ambiente urbano, in cui ognuno di noi passa in media il 70% della giornata, non rappresenta sempre un luogo sicuro, sia per via dello smog e delle sostanze nocive presenti nell’aria degli ambienti fortemente industrializzati, sia a causa della rapidità con la quale virus e batteri sono soliti diffondersi in questo tipo di ambiente scarso dal punto di vista della biodiversità.


Di recente un ricerca dell’università di Adelaide ha scoperto e dimostrato che la riqualificazione degli spazi verdi all’interno delle città può migliorare la diversità del microbiota del suolo aumentando la biodiversità alla quale sono collegati numerosi benefici per la salute umana.


Nello studio, dal punto di vista pratico, sono stati fatti dei confronti tra diverse composizioni vegetazionali all’interno della stessa città, con lo scopo di capire se è possibile ripristinare il microbioma degli spazi verdi urbani, attraverso un processo noto come rigenerazione del microbioma; attraverso una scelta più attenta delle varietà verdi delle nostre città infatti si ritiene che si possa regolare e ottimizzare il sistema immunitario nei confronti degli attacchi da parte di virus e batteri.


Il microbioma è definito come l’insieme di microorganismi (il microbiota) che vivono stabilmente in alcuni dei nostri organi e tessuti e di tutte le loro derivazioni.


In particolar modo include batteri, lieviti e anche virus, derivanti in parte dal patrimonio genetico, ma in parte anche dall’ambiente che ci circonda, in quanto è strettamente correlato alla varietà ambientale di cui fa parte, come ad esempio viene influenzato dal punto di vista dell’umidità atmosferica, pH, temperatura e matrici biologiche.


Quando nel microbioma non vi è armonia o sono presenti delle alterazioni , le cosiddette disbiosi, l’essere umano è soggetto alla comparsa di sintomi e malattie più o meno gravi; e purtroppo l’ambiente urbano sta sempre più dimostrando un incidenza negativa sul sistema immunitario umano.


Lo studioso Jacob Mills della della School of Biological Sciences and Environment Institute dell’Università di Adelaide, ha fatto notare, mediante il suo studio, che l’urbanizzazione che negli ultimi anni ha limitato l’esposizione ai microbi della terra rispetto alle generazioni precedenti, ci ha reso più vulnerabili e meno resistenti.


Passando sempre meno tempo all’aria aperta e avendo una minore esposizione agli ambienti naturali, oltre che una dieta scarsa in termini di genuinità, abbiamo compromesso le nostre difese immunitarie risultando sempre più vulnerabili e fragili.


Una nuova forma di urbanizzazione più attenta alle esigenze umane dal punto di vista ambientale e della salute potrebbe ripristinare le capacità già insite all’essere umano di sopravvivenza, e per far si che questo accada bisogna ricreare ambienti sani e naturali all’interno delle nostre città, considerando nuove forme di green urbanism che non interessino solo la sfera estetico-ornamentale ma anche quella del benessere fisico.


L’attenzione per la cura del verde, un verde meno ornamentale e sempre più funzionale in termini di abbattimento di sostanze nocive e in termini di produttività, in città dovrebbe adesso mirare verso nuove forme di organizzazione che tengano in considerazione anche la necessità di una maggiore biodiversità di genere e specie e ove possibile la produzione alimentare sicura e controllata, ovviando anche al problema della sostenibilità e della sicurezza alimentare.


Agritettura, da questo punto di vista, ha individuato queste necessità sempre più attuali nelle città in cui viviamo, non solo sul piano funzionale ma anche e soprattutto sul piano ambientale, cercando il più possibile di creare aree verdi multifunzionali che permettano la produzione vegetale aumentando i gradienti di biodiversità in ambito urbano, contribuendo all’abbattimento della CO2 e al rilascio sempre maggiore di ossigeno in città sempre più asfissianti.


L’incremento del microbioma derivante da una modernissima visione di green urbanism appare dunque una soluzione tangibile e concreta a molteplici problematiche umane, in primis la salute, ed è su questa scia che i nuovi progetti urbanistici stanno incentrando la loro pianificazione a verde.


Oscar Wilde diceva:“Mi sembra che tutti noi guardiamo troppo alla Natura e viviamo troppo poco con essa”, e Agritettura vuole riportare la natura nelle nostre città per evitare che dovendo scegliere si sbagli.

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